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sabato 6 ottobre 2007

Introduzione alla nostra passione

Navigando in rete ho travato un bell'articoletto che introduce la problematica dell'elicottero RC; di seguito lo riporto testualmente.

Modellismo dinamico: l’Elicottero RC
di Francesco Maurizi Enrici; da www.deamodellab.it

" A giudizio degli esperti nel settore, l’elicottero radiocomandato rappresenta il massimo sviluppo della tecnologia modellistica, nonché la sfida più intrigante per ogni pilota di aeromodelli.

Un elicottero RC è simile in tutto e per tutto alla sua controparte reale: il funzionamento meccanico e il comportamento in volo non si discostano troppo tra la categoria “vera” e quella in scala.
L’unica differenza riscontrabile è nei propulsori utilizzabili: se gli elicotteri RC possono avvalersi di un motore elettrico o a scoppio, le controparti reali contano su propulsori a scoppio, e i modelli più attuali si avvalgono di propulsori a turbina.

Gli elicotteri sfruttano la portanza per rimanere in aria e spostarsi, cioè il flusso d’aria che viene creato dalle pale del velivolo. Per questo, l’elicottero viene definito “ad ala mobile” a differenza dell’aeroplano che viene definito ad “ala fissa”.



La prima idea di “elicottero” è stata partorita da Leonardo Da Vinci nel sedicesimo secolo, ed anche se il modello che progettò non avrebbe funzionato è stato comunque una spinta alla costruzione dei primi modelli di questo velivolo; il primo elicottero costruito in serie è stato il Focker-Wulf FW61, messo in produzione nel 1936.



Il vero “cuore” dell’elicottero e del suo funzionamento sono le pale del rotore, che come forse erroneamente si potrebbe credere non sono perfettamente orizzontali, ma inclinate rispetto al loro piano. Fendendo l’aria, sospingendola verso il basso con maggiore spinta rispetto all’aria che si trova al di sopra del velivolo, ne provocano il movimento.


Questa spinta data dal corpo rotore/pale comunque, crea un movimento rotatorio che provocherebbe l’avvitamento dell’elicottero, rendendolo quindi ingovernabile. Per questo sulla coda del velivolo è presente un'altra elica (detta stabilizzatore) che contrasta il flusso d’aria, mantenendo la governabilità del mezzo.



L’aeromodellista che voglia intraprendere la carriera di pilota di elicotteri RC, dovrà imparare due distinte tecniche di volo: l’hovering (o volo stazionario) e il volo traslato.

L’hovering è il primo passo per ogni apprendista pilota: in questa fase il velivolo rimane in volo perfettamente stazionario, senza alcun movimento nelle tre assi. Il volo stazionario è una prerogativa esclusiva degli elicotteri, ed è grazie ad esso che possono compiere manovre estreme, impossibili per qualsiasi tipo di aeroplano.


Il volo traslato è il vero e proprio moto dell’elicottero stesso. Agendo sulla cloche (negli elicotteri reali) o sugli stick del radiocomando (nel modello) si imprime un movimento longitudinale, che fa muovere l’elicottero in avanti o indietro, o verso destra o sinistra.


Ma cosa può fare un modello di elicottero radiocomandato?

Può stare perfettamente fermo a mezz’aria o girare su se stesso sull’asse longitudinale. O anche volare all’indietro, e perfino sottosopra. Può anche compiere manovre che sfidano le leggi della fisica, come tonneaux o loop. Un esperto pilota di elicotteri radiocomandati, che ha la totale padronanza del mezzo, può eseguire manovre che potrebbero essere definite “impossibili” da chi non le abbia mai viste e ne sentisse parlare per la prima volta.


Indubbiamente, pilotare un elicottero radiocomandato è una delle sfide più impegnative, nonché di maggiore soddisfazione, per ogni appassionato di aeromodellistica."

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